Che cosa significa portare la scortesia in aula di italiano L2? Questo contributo racconta un esperimento condotto con studenti adulti presso l’Università per Stranieri di Perugia, con l’obiettivo di esplorare la scortesia non come deviazione indesiderata, ma come parte integrante del linguistic landscape in cui gli apprendenti vivono quotidianamente (Shohamy e Gorter 2009). Tradizionalmente, l’insegnamento si concentra sulla cortesia e sulle forme neutre, lasciando in ombra quelle pratiche comunicative in cui sarcasmo, presa in giro e conflitto giocano un ruolo centrale. Il brano Pagliaccio di Marracash è stato scelto come input autentico per un percorso di ascolto, analisi e produzione creativa. Attraverso le sue allusioni, metafore e strategie di mock impoliteness (Culpeper 1996; 2011; Kecskés 2014; 2017), gli apprendenti hanno potuto riflettere sul rapporto tra lingua, identità e critica sociale, sperimentando modalità di espressione che nei manuali di lingua raramente trovano spazio. I risultati evidenziano come la scortesia, affrontata criticamente, possa diventare uno strumento di consapevolezza pragmatica e di agency linguistica: non un modello da imitare, ma un terreno su cui imparare a riconoscere, decodificare e gestire interazioni reali. In questo senso, la sperimentazione dimostra che una didattica dell’italiano L2 davvero democratica non si limita a proporre comportamenti “corretti”, ma offre agli studenti la libertà di scegliere se, quando e come essere (s)cortesi, trasformando anche la scortesia in risorsa formativa.

Oltre la cortesia : rap, diss culture e la sfida di insegnare la scortesia in italiano L2

Andrea Civile
2026-01-01

Abstract

Che cosa significa portare la scortesia in aula di italiano L2? Questo contributo racconta un esperimento condotto con studenti adulti presso l’Università per Stranieri di Perugia, con l’obiettivo di esplorare la scortesia non come deviazione indesiderata, ma come parte integrante del linguistic landscape in cui gli apprendenti vivono quotidianamente (Shohamy e Gorter 2009). Tradizionalmente, l’insegnamento si concentra sulla cortesia e sulle forme neutre, lasciando in ombra quelle pratiche comunicative in cui sarcasmo, presa in giro e conflitto giocano un ruolo centrale. Il brano Pagliaccio di Marracash è stato scelto come input autentico per un percorso di ascolto, analisi e produzione creativa. Attraverso le sue allusioni, metafore e strategie di mock impoliteness (Culpeper 1996; 2011; Kecskés 2014; 2017), gli apprendenti hanno potuto riflettere sul rapporto tra lingua, identità e critica sociale, sperimentando modalità di espressione che nei manuali di lingua raramente trovano spazio. I risultati evidenziano come la scortesia, affrontata criticamente, possa diventare uno strumento di consapevolezza pragmatica e di agency linguistica: non un modello da imitare, ma un terreno su cui imparare a riconoscere, decodificare e gestire interazioni reali. In questo senso, la sperimentazione dimostra che una didattica dell’italiano L2 davvero democratica non si limita a proporre comportamenti “corretti”, ma offre agli studenti la libertà di scegliere se, quando e come essere (s)cortesi, trasformando anche la scortesia in risorsa formativa.
2026
Rap, Mock impoliteness, Linguistic landscape, Agency linguistica, Italian L2
Italiano L2, Scortesia
File in questo prodotto:
File Dimensione Formato  
10.Civile.pdf

accesso aperto

Tipologia: Versione Editoriale (PDF)
Licenza: Creative commons
Dimensione 425.98 kB
Formato Adobe PDF
425.98 kB Adobe PDF Visualizza/Apri

I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.

Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.12071/51468
Citazioni
  • ???jsp.display-item.citation.pmc??? ND
social impact