I cambiamenti politici e sociali messi in atto dal movimento femminista negli anni Settanta in Italia sono stati favoriti più o meno evidentemente anche dal lavoro di quelle donne che hanno individuato nella macchina fotografica un mezzo efficace per partecipare al movimento stesso. Analizzando il lavoro di Paola Agosti, la fotografa che più di tutte è, ed è stata, riconosciuta come la “fotografa del femminismo” italiano, è possibile comprendere il significato che assume un’immagine nel momento in cui diventa politica. La vicinanza al movimento porta Agosti a realizzare immagini che si allontanano dalla mera documentazione per essere esse stesse atti politici, promotrici e interpreti della contestazione, e, allo stesso tempo, testimoni e memorie delle trasformazioni e delle conquiste del periodo. Quella di Agosti è quindi una militanza iconica che le permette, attraverso la scelta consapevole dei soggetti da fotografare e degli spazi di pubblicazione, di dare visibilità alle rivendicazioni e alle lotte del nuovo soggetto politico e di contribuire alla conquista di diritti civili e politici e, al tempo stesso, al processo di riappropriazione da parte della donna della propria immagine. Inoltre, l’esperienza di Agosti permette anche di riflettere sulle opportunità lavorative delle fotogiornaliste e sulle difficoltà che hanno dovuto affrontare per essere riconosciute come professioniste nella società patriarcale e maschilista in cui hanno operato. Per le fotografe partecipare alla contestazione femminista ha significato, quindi, non solo scattare immagini decisive per il movimento, ma anche reclamare la loro professione di fotogiornaliste e appropriarsi di una tecnica e di uno spazio fino a quel momento a loro precluso in quanto donne.
Immagini politiche. Paola Agosti, la fotografa del femminismo
Colombi, Emma
2026-01-01
Abstract
I cambiamenti politici e sociali messi in atto dal movimento femminista negli anni Settanta in Italia sono stati favoriti più o meno evidentemente anche dal lavoro di quelle donne che hanno individuato nella macchina fotografica un mezzo efficace per partecipare al movimento stesso. Analizzando il lavoro di Paola Agosti, la fotografa che più di tutte è, ed è stata, riconosciuta come la “fotografa del femminismo” italiano, è possibile comprendere il significato che assume un’immagine nel momento in cui diventa politica. La vicinanza al movimento porta Agosti a realizzare immagini che si allontanano dalla mera documentazione per essere esse stesse atti politici, promotrici e interpreti della contestazione, e, allo stesso tempo, testimoni e memorie delle trasformazioni e delle conquiste del periodo. Quella di Agosti è quindi una militanza iconica che le permette, attraverso la scelta consapevole dei soggetti da fotografare e degli spazi di pubblicazione, di dare visibilità alle rivendicazioni e alle lotte del nuovo soggetto politico e di contribuire alla conquista di diritti civili e politici e, al tempo stesso, al processo di riappropriazione da parte della donna della propria immagine. Inoltre, l’esperienza di Agosti permette anche di riflettere sulle opportunità lavorative delle fotogiornaliste e sulle difficoltà che hanno dovuto affrontare per essere riconosciute come professioniste nella società patriarcale e maschilista in cui hanno operato. Per le fotografe partecipare alla contestazione femminista ha significato, quindi, non solo scattare immagini decisive per il movimento, ma anche reclamare la loro professione di fotogiornaliste e appropriarsi di una tecnica e di uno spazio fino a quel momento a loro precluso in quanto donne.| File | Dimensione | Formato | |
|---|---|---|---|
|
DWF 149_Immagini politiche_Colombi.pdf
non disponibili
Tipologia:
Versione Editoriale (PDF)
Licenza:
NON PUBBLICO - Accesso chiuso
Dimensione
2.53 MB
Formato
Adobe PDF
|
2.53 MB | Adobe PDF | Visualizza/Apri Richiedi una copia |
I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.
