The essay is the final output of a work published in «Atti e Memorie dell’Arcadia» 12 (2023) and 14/1 (2025). This contribution offers the complete publication with commentary of the 60 autograph notes by Petrarch to the third book of De natura deorum contained in the manuscript Médiathèque de Troyes Champagne Métropole “J. Chirac”, 552-2, known as “Troyes Cicero” (T), and of the 88 glosses of probable Petrarchan derivation of the apograph Madrid, Biblioteca Nacional de España, 9116 (M). The two corpora of annotations are compared and discussed. The reading of the treatise in T, which can be dated between the 1340s and 1350s, generated a total of 358 glosses and was put to good use by Petrarch later in the writing of De sui ipsius et multorum ignorantia, drawn up in 1367 and perfected in 1370. T seems to have been Petrarch’s reference manuscript for Ciceronian dialogue at least until the 1370s; M, which contains 215 glosses, some of which are not attributable to the poet, could instead bear traces of a youthful reading of the work that Petrarch already knew between the 1320s and 1330s.

Il saggio completa un lavoro edito in «Atti e Memorie dell’Arcadia» 12 (2023) e 14/1 (2025). Nel presente contributo è offerta la pubblicazione integrale con commento delle 60 postille autografe di Petrarca al terzo libro del De natura deorum contenute nel manoscritto Médiathèque de Troyes Champagne Métropole “J. Chirac”, 552-2, noto come “Cicerone di Troyes” (T), e delle 88 glosse di probabile ascendenza petrarchesca dell’apografo Madrid, Biblioteca Nacional de España, 9116 (M). I due corpora di annotazioni sono messi a confronto e discussi. La lettura del trattato in T, collocabile tra gli anni Quaranta e Cinquanta del Trecento, ha prodotto complessivamente 358 glosse ed è stata messa a frutto da Petrarca anche in anni successivi nella scrittura del De sui ipsius et multorum ignorantia, redatto nel 1367 e perfezionato nel 1370. T sembra sia stato il codice di riferimento di Petrarca per il dialogo ciceroniano almeno fino agli anni Settanta; M, che conta 215 interventi, alcuni dei quali non riconducibili al poeta, potrebbe invece recare traccia di una lettura giovanile dell’opera, che Petrarca conosceva già sul discrimine tra gli anni Venti e Trenta del Trecento.

Le postille petrarchesche al terzo libro del "De natura deorum" di Cicerone

Refe, Laura
2025-01-01

Abstract

The essay is the final output of a work published in «Atti e Memorie dell’Arcadia» 12 (2023) and 14/1 (2025). This contribution offers the complete publication with commentary of the 60 autograph notes by Petrarch to the third book of De natura deorum contained in the manuscript Médiathèque de Troyes Champagne Métropole “J. Chirac”, 552-2, known as “Troyes Cicero” (T), and of the 88 glosses of probable Petrarchan derivation of the apograph Madrid, Biblioteca Nacional de España, 9116 (M). The two corpora of annotations are compared and discussed. The reading of the treatise in T, which can be dated between the 1340s and 1350s, generated a total of 358 glosses and was put to good use by Petrarch later in the writing of De sui ipsius et multorum ignorantia, drawn up in 1367 and perfected in 1370. T seems to have been Petrarch’s reference manuscript for Ciceronian dialogue at least until the 1370s; M, which contains 215 glosses, some of which are not attributable to the poet, could instead bear traces of a youthful reading of the work that Petrarch already knew between the 1320s and 1330s.
2025
Il saggio completa un lavoro edito in «Atti e Memorie dell’Arcadia» 12 (2023) e 14/1 (2025). Nel presente contributo è offerta la pubblicazione integrale con commento delle 60 postille autografe di Petrarca al terzo libro del De natura deorum contenute nel manoscritto Médiathèque de Troyes Champagne Métropole “J. Chirac”, 552-2, noto come “Cicerone di Troyes” (T), e delle 88 glosse di probabile ascendenza petrarchesca dell’apografo Madrid, Biblioteca Nacional de España, 9116 (M). I due corpora di annotazioni sono messi a confronto e discussi. La lettura del trattato in T, collocabile tra gli anni Quaranta e Cinquanta del Trecento, ha prodotto complessivamente 358 glosse ed è stata messa a frutto da Petrarca anche in anni successivi nella scrittura del De sui ipsius et multorum ignorantia, redatto nel 1367 e perfezionato nel 1370. T sembra sia stato il codice di riferimento di Petrarca per il dialogo ciceroniano almeno fino agli anni Settanta; M, che conta 215 interventi, alcuni dei quali non riconducibili al poeta, potrebbe invece recare traccia di una lettura giovanile dell’opera, che Petrarca conosceva già sul discrimine tra gli anni Venti e Trenta del Trecento.
Petrarch, Petrarch’s marginalia, Troyes Cicero, Médiathèque de Troyes Champagne Métropole “J. Chirac” 552-2, Madrid Biblioteca Nacional de España 9116, copy of a book belonged to Petrarch, De sui ipsius et multorum ignorantia
Petrarca, postille petrarchesche, Cicerone di Troyes, Médiathèque de Troyes Champagne Métropole “J. Chirac” 552-2, Madrid Biblioteca Nacional de España 9116, apografo di codice petrarchesco, De sui ipsius et multorum ignorantia
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.12071/50568
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