L’autrice coglie l’occasione dell’uscita della versione italiana del libro di G. Brincat, Malta. Una storia linguistica (Recco-Genova 2003), per tornare sul tema dell’italiano a Malta, già affrontato in chiave diacronica, in un ampio saggio pubblicato nel 1999 sulla “RID. Rivista italiana di dialettologia”. Nell’articolo si sottolinea come le isole melitensi, dove l’italiano decadde dal ruolo secolare di lingua ufficiale solo nel 1936, rappresentino il caso più vicino nello spazio e più duraturo nel tempo della diffusione e della vitalità della nostra lingua nel Bacino del Mediterraneo orientale. Per quanto riguarda la lingua locale, si evidenzia come l’interesse dell’arcipelago sia dato dalla confluenza nel maltese odierno di tre famiglie linguistiche: semitica, romanza e germanica. Le vicende politiche e demografiche, insieme alla produzione letteraria e alla codificazione grammaticale, hanno fatto sì che l’evoluzione del maltese si fermasse a metà strada tra il dialetto arabo-magrebino originario e le innovazioni tendenziali prodotte dal contatto con il siciliano e poi con l’italiano, essendo l’azione esercitata dall’adstrato inglese più recente e superficiale.
L’italiano e le altre: le lingue di Malta
COVINO S
2005-01-01
Abstract
L’autrice coglie l’occasione dell’uscita della versione italiana del libro di G. Brincat, Malta. Una storia linguistica (Recco-Genova 2003), per tornare sul tema dell’italiano a Malta, già affrontato in chiave diacronica, in un ampio saggio pubblicato nel 1999 sulla “RID. Rivista italiana di dialettologia”. Nell’articolo si sottolinea come le isole melitensi, dove l’italiano decadde dal ruolo secolare di lingua ufficiale solo nel 1936, rappresentino il caso più vicino nello spazio e più duraturo nel tempo della diffusione e della vitalità della nostra lingua nel Bacino del Mediterraneo orientale. Per quanto riguarda la lingua locale, si evidenzia come l’interesse dell’arcipelago sia dato dalla confluenza nel maltese odierno di tre famiglie linguistiche: semitica, romanza e germanica. Le vicende politiche e demografiche, insieme alla produzione letteraria e alla codificazione grammaticale, hanno fatto sì che l’evoluzione del maltese si fermasse a metà strada tra il dialetto arabo-magrebino originario e le innovazioni tendenziali prodotte dal contatto con il siciliano e poi con l’italiano, essendo l’azione esercitata dall’adstrato inglese più recente e superficiale.File | Dimensione | Formato | |
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