In Italia (ma anche in altri Paesi europei) i migranti vivono relegati in una sorta di bolla temporale che li tiene fermi nel passato. Questa loro collocazione cronotopica è il frutto di meccanismi sociali e scelte politiche adottate dai governi dei paesi riceventi. La politica sulle migrazioni è analizzata come una politica temporale per mezzo della quale alcune nazioni esercitano la loro coevità egemonica escludendo tutti coloro che a tale coevità non riescono ad adeguarsi. Le ripercussioni di talune politics of time sulle condizioni di vita dei migranti residenti nei paesi di destinazione sono talmente potenti che essi possono essere considerati alla stregua di viaggiatori nel tempo: viventi in un presente spaziale ma, simultaneamente, relegati in un’apartheid temporale che configura un mondo sociale «a parte» entro il quale si vive secondo i parametri socio-economici di un'altra epoca. Esaminando il differente grado di adattamento a tali politiche da parte della prima e delle successive generazioni migranti, emerge chiaramente come, specie a partire da queste ultime, tale discronia comporti esiti progressivamente dirompenti dal punto di vista della tenuta sociale, fino alla comparsa di quella che alcuni osservatori hanno denominato generazione foreign fighters.

Percorsi di (dis)integrazione: dalla prima generazione migrante ai foreign fighters

Tusini, S.
2016

Abstract

In Italia (ma anche in altri Paesi europei) i migranti vivono relegati in una sorta di bolla temporale che li tiene fermi nel passato. Questa loro collocazione cronotopica è il frutto di meccanismi sociali e scelte politiche adottate dai governi dei paesi riceventi. La politica sulle migrazioni è analizzata come una politica temporale per mezzo della quale alcune nazioni esercitano la loro coevità egemonica escludendo tutti coloro che a tale coevità non riescono ad adeguarsi. Le ripercussioni di talune politics of time sulle condizioni di vita dei migranti residenti nei paesi di destinazione sono talmente potenti che essi possono essere considerati alla stregua di viaggiatori nel tempo: viventi in un presente spaziale ma, simultaneamente, relegati in un’apartheid temporale che configura un mondo sociale «a parte» entro il quale si vive secondo i parametri socio-economici di un'altra epoca. Esaminando il differente grado di adattamento a tali politiche da parte della prima e delle successive generazioni migranti, emerge chiaramente come, specie a partire da queste ultime, tale discronia comporti esiti progressivamente dirompenti dal punto di vista della tenuta sociale, fino alla comparsa di quella che alcuni osservatori hanno denominato generazione foreign fighters.
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