L’Autore della recensione inserisce le testimonianze raccolte dal curatore del volume sulla storia del PCI nella provincia di Terni nell’ambito dei numerosi contributi editi anche prima della ricorrenza del centenario della fondazione del partito. Ricorda infatti come a delineare la storia del PCI hanno contribuito i volumi realizzati da dirigenti di partito, nati soprattutto negli anni Venti e Trenta del Novecento, che hanno lasciato una testimonianza sul ruolo avuto nel partito e nelle amministrazioni locali dell’“Umbria rossa” e quelli realizzati da storici, politologi, giornalisti ed ex dirigenti che imputano la fine del Pci soprattutto all’incapacità di scegliere tra il riformismo socialdemocratico e il massimalismo populista. Tra questi non mancano coloro che rivalutano la funzione nazionale del PCI nell’Italia repubblicana, il suo contributo alla nascita dello stato sociale, la sua capacita di alfabetizzare ed educare alla democrazia la parte più povera della popolazione. Alla domanda sul perché il Pci, dopo i successi elettorali, non abbia saputo rispondere alle trasformazioni della società italiana e internazionale, sembra potersi rispondere, alla luce delle testimonianze riportate nel volume, nel fatto che è stato troppo impegnato nella gestione del potere locale e nel mantenimento di un modello di partito di tipo leninista-togliattiano che gli ha impedito di conoscere e guidare i nuovi e profondi mutamenti sociali in atto.

Il mio PCI. Tante storie in un una. Testimonianze dalla provincia di Terni, a cura di Gianni Polito, Perugia, Morlacchi Editore, 2021, 358 pp., ill., € 15,00, ISBN 978-88-93923-29-3

Alberto Stramaccioni
2022-01-01

Abstract

L’Autore della recensione inserisce le testimonianze raccolte dal curatore del volume sulla storia del PCI nella provincia di Terni nell’ambito dei numerosi contributi editi anche prima della ricorrenza del centenario della fondazione del partito. Ricorda infatti come a delineare la storia del PCI hanno contribuito i volumi realizzati da dirigenti di partito, nati soprattutto negli anni Venti e Trenta del Novecento, che hanno lasciato una testimonianza sul ruolo avuto nel partito e nelle amministrazioni locali dell’“Umbria rossa” e quelli realizzati da storici, politologi, giornalisti ed ex dirigenti che imputano la fine del Pci soprattutto all’incapacità di scegliere tra il riformismo socialdemocratico e il massimalismo populista. Tra questi non mancano coloro che rivalutano la funzione nazionale del PCI nell’Italia repubblicana, il suo contributo alla nascita dello stato sociale, la sua capacita di alfabetizzare ed educare alla democrazia la parte più povera della popolazione. Alla domanda sul perché il Pci, dopo i successi elettorali, non abbia saputo rispondere alle trasformazioni della società italiana e internazionale, sembra potersi rispondere, alla luce delle testimonianze riportate nel volume, nel fatto che è stato troppo impegnato nella gestione del potere locale e nel mantenimento di un modello di partito di tipo leninista-togliattiano che gli ha impedito di conoscere e guidare i nuovi e profondi mutamenti sociali in atto.
2022
Partito comunista italiano, Umbria, Regioni rosse, provincia di Terni
File in questo prodotto:
File Dimensione Formato  
Bollettino della Deputazione di Storia Patria per lUmbria - vol CXIX fasc I-II 2022 - Recensioni.pdf

non disponibili

Descrizione: File PDF fornito dall'editore
Tipologia: Versione Editoriale (PDF)
Licenza: Copyright dell'editore
Dimensione 718.37 kB
Formato Adobe PDF
718.37 kB Adobe PDF   Visualizza/Apri   Richiedi una copia

I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.

Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.12071/37008
Citazioni
  • ???jsp.display-item.citation.pmc??? ND
social impact