Il saggio analizza una delle più celebri e studiate canzoni petrarchesche (Rvf 323), ipotizzando come sua fonte il De vanitate mundi di Ugo di San Vittore, di ampia diffusione manoscritta tra XII e XV secolo. Pur in assenza di un codice posseduto da Petrarca, l'opera mostra tali punti di tangenza strutturale e tematica con la canzone 323 da poter desumere che Petrarca l'abbia avuta in mente per elaborare la sua rappresentazione dei mirabilia mundi portati alla morte dallo scorrere del tempo, con un'ideologia lontana dalle opere De contemptu mundi e assai prossima a quella che governa il testo del Vittorino.

«Quid vides?». La canzone delle visioni e Ugo di San Vittore

STROPPA, Sabrina
2007

Abstract

Il saggio analizza una delle più celebri e studiate canzoni petrarchesche (Rvf 323), ipotizzando come sua fonte il De vanitate mundi di Ugo di San Vittore, di ampia diffusione manoscritta tra XII e XV secolo. Pur in assenza di un codice posseduto da Petrarca, l'opera mostra tali punti di tangenza strutturale e tematica con la canzone 323 da poter desumere che Petrarca l'abbia avuta in mente per elaborare la sua rappresentazione dei mirabilia mundi portati alla morte dallo scorrere del tempo, con un'ideologia lontana dalle opere De contemptu mundi e assai prossima a quella che governa il testo del Vittorino.
Francesco Petrarca
Canzoniere
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/20.500.12071/26927
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