In questo lavoro viene proposta una concezione artificialista dello stato alla luce della quale si indaga l’oggetto governance. Sullo sfondo stanno i processi di mondializzazione del capitalismo nel corso dei quali il principio moderno della territorialità, intrinseco allo stato-nazione, subisce una torsione decisiva e una potente riconfigurazione funzionale. Ne segue una riorganizzazione dei poteri politici ed economici su scala macro-regionale e globale e una trasformazione della prassi governamentale moderna. Il presente contributo, tuttavia, non intende ricostruire il funzionamento concreto della governance scrutando all’interno degli organismi deputati al suo esercizio, ma mostrare il modo in cui, tra la fine degli anni ’70 e i primi anni ’80, sia stata prodotta una nuova problematizzazione del tema del governo. Con Michel Foucault si ipotizza che, a discapito dei molteplici mutamenti formali, ad ogni tappa storica la ragion politica abbia riprodotto l’antinomia fondamentale consustanziale al potere pastorale cristiano, conservando così almeno un tratto di continuità. Oltre Foucault - nel mostrare come comunque la razionalità profonda del potere pastorale di matrice cristiana persista, secolarizzata, nell’oggetto-stato - si tenta poi di applicare alla governance il modello di indagine relativo alla governamentalità: concepiamo quindi la prima come il più recente esito di una specifica declinazione neoliberale della seconda.

Per un’analitica del potere nella crisi del moderno

Alessandro Simoncini
2010

Abstract

In questo lavoro viene proposta una concezione artificialista dello stato alla luce della quale si indaga l’oggetto governance. Sullo sfondo stanno i processi di mondializzazione del capitalismo nel corso dei quali il principio moderno della territorialità, intrinseco allo stato-nazione, subisce una torsione decisiva e una potente riconfigurazione funzionale. Ne segue una riorganizzazione dei poteri politici ed economici su scala macro-regionale e globale e una trasformazione della prassi governamentale moderna. Il presente contributo, tuttavia, non intende ricostruire il funzionamento concreto della governance scrutando all’interno degli organismi deputati al suo esercizio, ma mostrare il modo in cui, tra la fine degli anni ’70 e i primi anni ’80, sia stata prodotta una nuova problematizzazione del tema del governo. Con Michel Foucault si ipotizza che, a discapito dei molteplici mutamenti formali, ad ogni tappa storica la ragion politica abbia riprodotto l’antinomia fondamentale consustanziale al potere pastorale cristiano, conservando così almeno un tratto di continuità. Oltre Foucault - nel mostrare come comunque la razionalità profonda del potere pastorale di matrice cristiana persista, secolarizzata, nell’oggetto-stato - si tenta poi di applicare alla governance il modello di indagine relativo alla governamentalità: concepiamo quindi la prima come il più recente esito di una specifica declinazione neoliberale della seconda.
Governance, governamentalità, analitica del potere, Michel Foucault, governo a distanza, soggettivazione
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/20.500.12071/20331
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