This article draws attention to the principles and teaching methods of the famous Italian language school founded in Naples in 1825 by Marquis Basilio Puoti. The affinities between “puotism” and the archaic and normative purism of the Veronese Father Antonio Cesari have often been underlined by critics; however, a careful rereading of Puoti's works and the testimonies left by his students, including F. De Sanctis and L. Settembrini, allows us to highlight the distinctive features of his teaching: the civil ethics, of Enlightenment imprint, and the classicist orientation. The pedagogy of the Marquis, based on dialogue and teamwork, is characterized by the broad canon of authors (not only men of letters, but also scientists, historians, philosophers, jurists) to be proposed to learners; very significant is also the attention paid, in the teaching of writing, to clarity and expressive effectiveness, attention based on the indissoluble relationship felt by Puoti between discourse and thought. All this makes the Puoti’s school an original experience worthwhile to think about and discuss again.

L’articolo richiama l’attenzione sui principi e i metodi di insegnamento della famosa scuola di lingua italiana fondata a Napoli nel 1825 dal marchese Basilio Puoti. Sono state spesso sottolineate le affinità del puotismo con gli orientamenti arcaizzanti e normativi del capofila del purismo ottocentesco, il veronese padre Antonio Cesari; tuttavia, un’attenta rilettura delle opere di Puoti e delle testimonianze lasciate dai suoi allievi, tra cui F. De Sanctis e L. Settembrini, consente di mettere in luce i tratti distintivi del suo insegnamento: l’etica civile, di impronta illuministica, e l’orientamento classicista. La pedagogia del marchese, fondata sul dialogo e sul lavoro di gruppo, si caratterizza per l’ampio canone degli autori da proporre ai giovani (non solo letterati, ma scienziati, storici, filosofi, giuristi) e per la cura rivolta, nell’insegnamento della scrittura, alla chiarezza e all’efficacia espressiva, nella convinzione di un rapporto indissolubile tra discorso e pensiero. Tutto ciò rende il magistero puotiano un’esperienza originale su cui tornare a riflettere e a discutere.

Purismo, classicismo e illuminismo nella pedagogia linguistica di Basilio Puoti

Covino, S.
2018

Abstract

L’articolo richiama l’attenzione sui principi e i metodi di insegnamento della famosa scuola di lingua italiana fondata a Napoli nel 1825 dal marchese Basilio Puoti. Sono state spesso sottolineate le affinità del puotismo con gli orientamenti arcaizzanti e normativi del capofila del purismo ottocentesco, il veronese padre Antonio Cesari; tuttavia, un’attenta rilettura delle opere di Puoti e delle testimonianze lasciate dai suoi allievi, tra cui F. De Sanctis e L. Settembrini, consente di mettere in luce i tratti distintivi del suo insegnamento: l’etica civile, di impronta illuministica, e l’orientamento classicista. La pedagogia del marchese, fondata sul dialogo e sul lavoro di gruppo, si caratterizza per l’ampio canone degli autori da proporre ai giovani (non solo letterati, ma scienziati, storici, filosofi, giuristi) e per la cura rivolta, nell’insegnamento della scrittura, alla chiarezza e all’efficacia espressiva, nella convinzione di un rapporto indissolubile tra discorso e pensiero. Tutto ciò rende il magistero puotiano un’esperienza originale su cui tornare a riflettere e a discutere.
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