Negli ultimi anni, l’attenzione verso la neurodiversità degli/delle apprendenti sta gradualmente emergendo anche nel campo dell’educazione linguistica. Non sono ancora molto diffusi, però, dispositivi didattici e ricerche che mettano in relazione l’apprendimento dell’italiano L2 in contesto universitario con l’Universal Design for Learning (UDL). Quest’ultimo si configura come un approccio educativo inclusivo, applicabile anche al settore higher education, fondato su tre principi fondamentali: fornire molteplici mezzi di coinvolgimento, di rappresentazione e di espressione. La presente ricerca-azione è stata condotta da collaboratrici esperte linguistiche in un corso d’italiano L2 per studenti internazionali di livello B1-B2, presso l’Università per Stranieri di Perugia. Il percorso di sperimentazione si è articolato in quattro fasi cicliche: 1) rilevazione attraverso un questionario degli stili cognitivi degli/delle apprendenti (modello VAK); 2) sperimentazione di attività matetiche personalizzate, ispirate all’UDL; 3) analisi dell’impatto delle scelte didattiche attraverso un questionario post-intervento per valutare il grado di difficoltà percepito rispetto alle diverse attività linguistiche e interviste per rilevare gli atteggiamenti rispetto al corso svolto; 4) riflessione e revisione dei dispositivi didattici implementati. Lo scopo della ricerca è quello di supportare il successo formativo degli/delle apprendenti, favorendo un’istruzione di qualità, equa, inclusiva (Obiettivo 4, Agenda 2030 dell’ONU) e di stimolare la riflessione su questo tema, diffondendo maggiore consapevolezza e buone pratiche fra i/le docenti dei corsi di lingua italiana dell’Università per Stranieri di Perugia.

L’Universal Design for Learning: una sperimentazione a livello universitario in una classe d’italiano L2

Bambagioni Chiara
;
Carbonara Valentina
2026-01-01

Abstract

Negli ultimi anni, l’attenzione verso la neurodiversità degli/delle apprendenti sta gradualmente emergendo anche nel campo dell’educazione linguistica. Non sono ancora molto diffusi, però, dispositivi didattici e ricerche che mettano in relazione l’apprendimento dell’italiano L2 in contesto universitario con l’Universal Design for Learning (UDL). Quest’ultimo si configura come un approccio educativo inclusivo, applicabile anche al settore higher education, fondato su tre principi fondamentali: fornire molteplici mezzi di coinvolgimento, di rappresentazione e di espressione. La presente ricerca-azione è stata condotta da collaboratrici esperte linguistiche in un corso d’italiano L2 per studenti internazionali di livello B1-B2, presso l’Università per Stranieri di Perugia. Il percorso di sperimentazione si è articolato in quattro fasi cicliche: 1) rilevazione attraverso un questionario degli stili cognitivi degli/delle apprendenti (modello VAK); 2) sperimentazione di attività matetiche personalizzate, ispirate all’UDL; 3) analisi dell’impatto delle scelte didattiche attraverso un questionario post-intervento per valutare il grado di difficoltà percepito rispetto alle diverse attività linguistiche e interviste per rilevare gli atteggiamenti rispetto al corso svolto; 4) riflessione e revisione dei dispositivi didattici implementati. Lo scopo della ricerca è quello di supportare il successo formativo degli/delle apprendenti, favorendo un’istruzione di qualità, equa, inclusiva (Obiettivo 4, Agenda 2030 dell’ONU) e di stimolare la riflessione su questo tema, diffondendo maggiore consapevolezza e buone pratiche fra i/le docenti dei corsi di lingua italiana dell’Università per Stranieri di Perugia.
2026
978-88-6046-207-7
neurodiversità, universal design for learning, italiano come lingua straniera
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.12071/54048
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