A partire da Marinetti e dalla stagione del futurismo politico, si ricostruisce qui la storia di una riflessione estetico-politica che caratterizza in profondità l'arte e la critica d'arte italiana tra le due guerre: per cui è lo Stato condendo, non il semplice manufatto dipinto o scolpito, a porsi come opera d'arte.

Tradizione e innovazione nell’arte italiana del periodo dell’«entre-deux-guerres»

Dantini, Michele
2026-01-01

Abstract

A partire da Marinetti e dalla stagione del futurismo politico, si ricostruisce qui la storia di una riflessione estetico-politica che caratterizza in profondità l'arte e la critica d'arte italiana tra le due guerre: per cui è lo Stato condendo, non il semplice manufatto dipinto o scolpito, a porsi come opera d'arte.
2026
9788859625605
arte, Stato, opera d'arte, comunità storica
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.12071/54948
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