Il contributo offre una panoramica della religiosità dell’ultimo Luzi (1985-2005). Dopo l’introduzione, il secondo paragrafo problematizza l’idea del cristianesimo luziano. Difatti, benché l’autore abbia riconosciuto il proprio debito nei confronti di questa religione, ha sempre evitato di identificarsi appieno con essa, mostrando più di una resistenza sia sul piano della dottrina che su quello della morale. Il terzo paragrafo recupera alcune teorie del sociologo tedesco Ulrich Beck. Secondo lo studioso, il processo secolare non comporterebbe l’estinzione del fenomeno religioso, ma una sua individualizzazione. Nel contesto secolarizzato, ogni soggetto è libero di concepire il proprio modello di divinità, fondendo tradizioni differenti e istanze interiori. Il caso di Luzi rientra in questo quadro: il Dio del poeta, infatti, non è il Signore di alcuna confessione istituzionale, ma un ‘Dio personale’ che mantiene una matrice cattolica, sulla quale però si innestano elementi originali ed eterodossi. Il finale del saggio svolge dunque un’analisi della fede privata del maestro fiorentino. In particolare, il quarto paragrafo prende in considerazione la defini- zione che egli ha elaborato del divino come mistero. Il quinto, invece, indaga il rapporto pervasivo tra il creatore e la creazione, evidenziando come il Dio di Luzi – inconoscibile e trascendente, dal punto di vista gnoseologico – sotto il profilo ontologico sia immanente al tutto e si identifichi col mondo e col soggetto stesso.

Il senso di Dio dell'ultimo Luzi

Riccardo Sturaro
2026-01-01

Abstract

Il contributo offre una panoramica della religiosità dell’ultimo Luzi (1985-2005). Dopo l’introduzione, il secondo paragrafo problematizza l’idea del cristianesimo luziano. Difatti, benché l’autore abbia riconosciuto il proprio debito nei confronti di questa religione, ha sempre evitato di identificarsi appieno con essa, mostrando più di una resistenza sia sul piano della dottrina che su quello della morale. Il terzo paragrafo recupera alcune teorie del sociologo tedesco Ulrich Beck. Secondo lo studioso, il processo secolare non comporterebbe l’estinzione del fenomeno religioso, ma una sua individualizzazione. Nel contesto secolarizzato, ogni soggetto è libero di concepire il proprio modello di divinità, fondendo tradizioni differenti e istanze interiori. Il caso di Luzi rientra in questo quadro: il Dio del poeta, infatti, non è il Signore di alcuna confessione istituzionale, ma un ‘Dio personale’ che mantiene una matrice cattolica, sulla quale però si innestano elementi originali ed eterodossi. Il finale del saggio svolge dunque un’analisi della fede privata del maestro fiorentino. In particolare, il quarto paragrafo prende in considerazione la defini- zione che egli ha elaborato del divino come mistero. Il quinto, invece, indaga il rapporto pervasivo tra il creatore e la creazione, evidenziando come il Dio di Luzi – inconoscibile e trascendente, dal punto di vista gnoseologico – sotto il profilo ontologico sia immanente al tutto e si identifichi col mondo e col soggetto stesso.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.12071/54210
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