Il capitolo partendo dai limiti del modello di crescita illimitata, tratta dei modelli post-crescita presentandoli come paradigmi alternativi in grado di garantire sostenibilità e benessere collettivo. In particolare, l’intenzione è quella di riflettere sul ruolo delle città in questi processi, in qualità di laboratori di transizione e rappresentatrici di nuovi valori. Partendo dalle critiche storiche ai confini biofisici dello sviluppo economico, dalle intuizioni pionieristiche sugli equilibri ecologici alla necessità di superare l’espansione produttiva e consumistica, si delineano i fondamenti teorici della decrescita, intesa non come recessione ma come riduzione selettiva e volontaria orientata alla sufficienza, alla convivialità e all’autonomia comunitaria. Questi valori–arricchiti da principi complementari come giustizia sociale, cura, tempo liberato e resilienza–possono tradursi in pratiche urbane concrete: relocalizzazione economica, renaturalizzazione di spazi dismessi, economie solidali, cohousing e iniziative culturali partecipative. Le città, centri nevralgici di produzione e consumo, emergono così come spazi strategici per sperimentare modelli post-crescita, sfidando l’egemonia del capitalismo e promuovendo relazioni umane più giuste e sostenibili attraverso processi plurali, democratici ed ecologici.
¿Menos es mejor? Ciudades y valores más allá del crecimiento
Carando, Mara
2026-01-01
Abstract
Il capitolo partendo dai limiti del modello di crescita illimitata, tratta dei modelli post-crescita presentandoli come paradigmi alternativi in grado di garantire sostenibilità e benessere collettivo. In particolare, l’intenzione è quella di riflettere sul ruolo delle città in questi processi, in qualità di laboratori di transizione e rappresentatrici di nuovi valori. Partendo dalle critiche storiche ai confini biofisici dello sviluppo economico, dalle intuizioni pionieristiche sugli equilibri ecologici alla necessità di superare l’espansione produttiva e consumistica, si delineano i fondamenti teorici della decrescita, intesa non come recessione ma come riduzione selettiva e volontaria orientata alla sufficienza, alla convivialità e all’autonomia comunitaria. Questi valori–arricchiti da principi complementari come giustizia sociale, cura, tempo liberato e resilienza–possono tradursi in pratiche urbane concrete: relocalizzazione economica, renaturalizzazione di spazi dismessi, economie solidali, cohousing e iniziative culturali partecipative. Le città, centri nevralgici di produzione e consumo, emergono così come spazi strategici per sperimentare modelli post-crescita, sfidando l’egemonia del capitalismo e promuovendo relazioni umane più giuste e sostenibili attraverso processi plurali, democratici ed ecologici.| File | Dimensione | Formato | |
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Capítulo 10. Ciudad de valores. 236-255. 2026.pdf
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