Questo bel testo di Viviana Vasapollo è rivolto agli studenti e giovani ricercatori che si propongono di esplorare, affrontare la storia e l’archeologia del Medio Oriente enfatizzando un’eredità complessa, stratificata e spesso distorta dalle lenti del colonialismo e dell’orientalismo. Per secoli, la narrazione storica della regione è stata plasmata da studiosi occidentali che, mossi da interessi imperiali e ideologici, hanno interpretato il passato mediorientale attraverso paradigmi eurocentrici, separandolo artificialmente dalle sue continuità con il presente e relegandolo a un ruolo ancillare nella storia globale. Questo libro intende sovvertire tali prospettive, adottando un approccio critico e decoloniale attraverso l’analisi archeologica delle civiltà del Medio Oriente e dell’Egitto, capace di restituire alle società mediorientali la loro centralità nella costruzione della storia umana. Infatti, l’archeologia, lungi dall’essere una disciplina neutra, è stata spesso utilizzata per legittimare narrazioni coloniali, giustificare la spartizione territoriale e persino negare la continuità culturale dei popoli che abitano la regione. Il saccheggio sistematico dei reperti, l’esportazione di patrimoni materiali e la costruzione di musei lontani dai luoghi di origine sono solo alcuni esempi della violenza epistemica esercitata nei confronti delle comunità locali. Una storiografia decoloniale deve quindi interrogarsi non solo…
«Ora i bambini dormono sul fondo del Sand Creek»
Mirella Madafferi
2025-01-01
Abstract
Questo bel testo di Viviana Vasapollo è rivolto agli studenti e giovani ricercatori che si propongono di esplorare, affrontare la storia e l’archeologia del Medio Oriente enfatizzando un’eredità complessa, stratificata e spesso distorta dalle lenti del colonialismo e dell’orientalismo. Per secoli, la narrazione storica della regione è stata plasmata da studiosi occidentali che, mossi da interessi imperiali e ideologici, hanno interpretato il passato mediorientale attraverso paradigmi eurocentrici, separandolo artificialmente dalle sue continuità con il presente e relegandolo a un ruolo ancillare nella storia globale. Questo libro intende sovvertire tali prospettive, adottando un approccio critico e decoloniale attraverso l’analisi archeologica delle civiltà del Medio Oriente e dell’Egitto, capace di restituire alle società mediorientali la loro centralità nella costruzione della storia umana. Infatti, l’archeologia, lungi dall’essere una disciplina neutra, è stata spesso utilizzata per legittimare narrazioni coloniali, giustificare la spartizione territoriale e persino negare la continuità culturale dei popoli che abitano la regione. Il saccheggio sistematico dei reperti, l’esportazione di patrimoni materiali e la costruzione di musei lontani dai luoghi di origine sono solo alcuni esempi della violenza epistemica esercitata nei confronti delle comunità locali. Una storiografia decoloniale deve quindi interrogarsi non solo…| File | Dimensione | Formato | |
|---|---|---|---|
|
Prefazione pensare e danzare il mondo arabo.pdf
non disponibili
Licenza:
Copyright dell'editore
Dimensione
528.71 kB
Formato
Adobe PDF
|
528.71 kB | Adobe PDF | Visualizza/Apri Richiedi una copia |
I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.
