La centralità delle situazioni giuridiche a carattere non patrimoniale nell’attuale sistema ordinamentale rende la regolamentazione post mortem degli interessi esistenziali del de cuius un tema attuale e di rilevante interesse. Il lavoro si propone di individuare gli strumenti più idonei a realizzare un’adeguata sistemazione postuma di tali esigenze, tenuto conto della meritevolezza degli interessi perseguiti dal disponente. Particolare attenzione è dedicata, oltre alle potenzialità del testamento nella sua funzione regolativa degli interessi del de cuius, anche agli atti di ultima volontà diversi da esso e ai contratti post mortem. L’attuale capacità delle entità – materiali e immateriali – di rispondere a esigenze sia patrimoniali che non patrimoniali pone infatti l’esigenza di delineare i criteri in base ai quali distinguere gli atti mortis causa attributivi di beni da quelli di natura esistenziale, per poi definire la disciplina a questi ultimi applicabile. In questa logica, si esaminano alcune significative fattispecie dispositive – quali, ad esempio, la crioconservazione del cadavere, la destinazione postuma delle cellule riproduttive e le sorti dei dati digitali – al fine di valutare se possano considerarsi conformi ai valori identificativi del nostro sistema e alle rationes che giustificano i divieti e i precetti che governano il nostro sistema successorio.
La regolamentazione post mortem degli interessi non patrimoniali tra atto e contratto
Dani, Leonardo
2024-01-01
Abstract
La centralità delle situazioni giuridiche a carattere non patrimoniale nell’attuale sistema ordinamentale rende la regolamentazione post mortem degli interessi esistenziali del de cuius un tema attuale e di rilevante interesse. Il lavoro si propone di individuare gli strumenti più idonei a realizzare un’adeguata sistemazione postuma di tali esigenze, tenuto conto della meritevolezza degli interessi perseguiti dal disponente. Particolare attenzione è dedicata, oltre alle potenzialità del testamento nella sua funzione regolativa degli interessi del de cuius, anche agli atti di ultima volontà diversi da esso e ai contratti post mortem. L’attuale capacità delle entità – materiali e immateriali – di rispondere a esigenze sia patrimoniali che non patrimoniali pone infatti l’esigenza di delineare i criteri in base ai quali distinguere gli atti mortis causa attributivi di beni da quelli di natura esistenziale, per poi definire la disciplina a questi ultimi applicabile. In questa logica, si esaminano alcune significative fattispecie dispositive – quali, ad esempio, la crioconservazione del cadavere, la destinazione postuma delle cellule riproduttive e le sorti dei dati digitali – al fine di valutare se possano considerarsi conformi ai valori identificativi del nostro sistema e alle rationes che giustificano i divieti e i precetti che governano il nostro sistema successorio.| File | Dimensione | Formato | |
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