Il saggio ripercorre il contributo di Francesco Carnelutti (1938) sul problema giuridico della trasfusione del sangue, assumendolo come lente per interrogare lo statuto giuridico delle “parti” del corpo le quali, nel ciclo uomo–cosa–uomo, sembrano transitare (temporaneamente) nella sfera delle res per poi rientrare nella dimensione personale. Muovendo dalla fattispecie triangolare (datore–operatore–ricevente), l’analisi ricostruisce i principali snodi civilistici del “contratto di trasfusione” (cosa futura, limiti alla coercibilità del prelievo, commerciabilità e corrispettivo), segnalando l’evoluzione successiva della legislazione di settore caratterizzata dall'affermarsi del principio di necessaria gratuità e dalla sottrazione del materiale biologico all'algida logica del profitto. Il lavoro amplia quindi la prospettiva alla dimensione informazionale dei campioni biologici (i dati genetici), mettendo in luce come la centralità del consenso si attenui nel diritto dei dati personali e come la soluzione dei vari casi richieda un bilanciamento tra interessi contrapposti, secondo una metodologia già prefigurata da Carnelutti.

Rileggendo «Il problema giuridico della trasfusione del sangue» di Francesco Carnelutti

Azara, Alberto
2025-01-01

Abstract

Il saggio ripercorre il contributo di Francesco Carnelutti (1938) sul problema giuridico della trasfusione del sangue, assumendolo come lente per interrogare lo statuto giuridico delle “parti” del corpo le quali, nel ciclo uomo–cosa–uomo, sembrano transitare (temporaneamente) nella sfera delle res per poi rientrare nella dimensione personale. Muovendo dalla fattispecie triangolare (datore–operatore–ricevente), l’analisi ricostruisce i principali snodi civilistici del “contratto di trasfusione” (cosa futura, limiti alla coercibilità del prelievo, commerciabilità e corrispettivo), segnalando l’evoluzione successiva della legislazione di settore caratterizzata dall'affermarsi del principio di necessaria gratuità e dalla sottrazione del materiale biologico all'algida logica del profitto. Il lavoro amplia quindi la prospettiva alla dimensione informazionale dei campioni biologici (i dati genetici), mettendo in luce come la centralità del consenso si attenui nel diritto dei dati personali e come la soluzione dei vari casi richieda un bilanciamento tra interessi contrapposti, secondo una metodologia già prefigurata da Carnelutti.
2025
9788849558203
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.12071/50509
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