Il contributo si sviluppa a partire dalla scoperta di una redazione inedita delle poesie del "Tautofono" (1969) di Alfredo Giuliani. La redazione inedita dei versi di Giuliani è conservata presso la Biblioteca Nazionale di Roma e colma una lacuna rispetto al corpus delle carte dell'autore tutte conservate presso il Centro manoscritti di autori contemporanei di Pavia (tra le carte ivi conservate non si rintracciano che frammenti dattiloscritti e manoscritti che documentano il processo compositivo del "Tautofono", mentre la redazione completa del testo che precede la stampa è stata donata da Giuliani alla Biblioteca Nazionale di Roma in occasione di una Mostra su poeti del Novecento negli anni Ottanta). Si tratta di carte dattiloscritte che presentano varianti significative rispetto alla redazione a stampa, attraverso le quali si entra nel laboratorio della scrittura in versi di uno degli esponenti della neoavanguardia, curatore dell'antologia dei poeti novissimi (1961). La redazione inedita del "Tautofono" viene quindi analizzata nel contributo allo scopo di scoprire il processo compositivo dei testi poetici sia dal punto di vista metrico-ritmico che dal punto di vista, per così dire, narrativo (si tratta di una scrittura in versi sperimentale che trae spunto dal metodo di un test usato in psichiatria). La tramatura espressiva dei versi di Giuliani è molto articolata e non immediatamente referenziale in quanto mira a rappresentare il linguaggio della psiche, appunto. Attraverso le varianti tra la redazione inedita e la redazione a stampa emergono fonti e si chiariscono immagini che vengono discusse in relazione agli scritti critici di Giuliani, in particolare l'introduzione all'antologia dei "Novissimi", ma anche saggi dalle raccolte "Immagini e maniere" e "Autunno del Novecento". Tra le fonti della scrittura del "Tautofono" emerge quindi il modello di Dylan Thomas, poeta molto amato da Giuliani, che ha tradotto suoi versi nella raccolta del 1955 "Il cuore zoppo" e che ha introdotto la raccolta di racconti di Thomas "Ritratto dell’artista da cucciolo". In appendice al contributo sono riprodotte le carte dattiloscritte che recano la redazione inedita della raccolta pubblicata nel 1969.

Le peripezie dell'avventura psichica. Una redazione inedita delle poesie del "Tautofono"

Siriana Sgavicchia
2023-01-01

Abstract

Il contributo si sviluppa a partire dalla scoperta di una redazione inedita delle poesie del "Tautofono" (1969) di Alfredo Giuliani. La redazione inedita dei versi di Giuliani è conservata presso la Biblioteca Nazionale di Roma e colma una lacuna rispetto al corpus delle carte dell'autore tutte conservate presso il Centro manoscritti di autori contemporanei di Pavia (tra le carte ivi conservate non si rintracciano che frammenti dattiloscritti e manoscritti che documentano il processo compositivo del "Tautofono", mentre la redazione completa del testo che precede la stampa è stata donata da Giuliani alla Biblioteca Nazionale di Roma in occasione di una Mostra su poeti del Novecento negli anni Ottanta). Si tratta di carte dattiloscritte che presentano varianti significative rispetto alla redazione a stampa, attraverso le quali si entra nel laboratorio della scrittura in versi di uno degli esponenti della neoavanguardia, curatore dell'antologia dei poeti novissimi (1961). La redazione inedita del "Tautofono" viene quindi analizzata nel contributo allo scopo di scoprire il processo compositivo dei testi poetici sia dal punto di vista metrico-ritmico che dal punto di vista, per così dire, narrativo (si tratta di una scrittura in versi sperimentale che trae spunto dal metodo di un test usato in psichiatria). La tramatura espressiva dei versi di Giuliani è molto articolata e non immediatamente referenziale in quanto mira a rappresentare il linguaggio della psiche, appunto. Attraverso le varianti tra la redazione inedita e la redazione a stampa emergono fonti e si chiariscono immagini che vengono discusse in relazione agli scritti critici di Giuliani, in particolare l'introduzione all'antologia dei "Novissimi", ma anche saggi dalle raccolte "Immagini e maniere" e "Autunno del Novecento". Tra le fonti della scrittura del "Tautofono" emerge quindi il modello di Dylan Thomas, poeta molto amato da Giuliani, che ha tradotto suoi versi nella raccolta del 1955 "Il cuore zoppo" e che ha introdotto la raccolta di racconti di Thomas "Ritratto dell’artista da cucciolo". In appendice al contributo sono riprodotte le carte dattiloscritte che recano la redazione inedita della raccolta pubblicata nel 1969.
2023
978-88-297-2071-2
Alfredo Giuliani, Poesia
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.12071/39088
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