Il carteggio consta di 94 pezzi di corrispondenza, parte in italiano e parte in tedesco, e copre l'arco cronologico dal 1875 al 1921. Le lettere, finora inedite, presentano motivi di notevole interesse. Attraverso il canale epistolare i due studiosi si prestarono reciprocamente aiuto in alcune delle loro più importanti ricerche: in campo etimologico si possono citare, solo a titolo d’esempio, l’indagine di D’Ovidio (1898 e 1900) su talento e quelle di Schuchardt, uno dei padri dell’indirizzo Wörter und Sachen, sui fusi e sullo strumento denominato frugatoio, cui si collega la sua famosa quanto controversa ipotesi sull’origine del fr. trouver, prov. trobar, it. trovare, ecc. (cf. Covino 2021). Il confronto dialettico, che le lettere testimoniano, riguarda però anche questioni teoriche di fondo, come il rapporto tra lingue e nazioni, polemicamente dibattuto tra i due corrispondenti nel primo dopoguerra (cf. Covino 2019), o come l’ineccepibilità delle leggi fonetiche e il valore da attribuire al principio ascoliano delle reazioni etniche (cf. Covino 2020 e Covino, in stampa), tema che si collega ai rapporti che entrambi i corrispondenti intrattennero con il fondatore degli studi glottologici in Italia. Inizialmente allineato sulle posizioni di Ascoli, D’Ovidio si convertirà, anche grazie al dialogo con Schuchardt (e alla frequentazione degli scritti di W. D. Whitney), a una concezione più dinamica e meno lineare dei processi di evoluzione linguistica, giungendo ad attribuire un ruolo di primo piano al prestigio di correnti culturali, intese nel senso più ampio, e alle contaminazioni causate dai loro influssi. Si tratta di un aspetto rilevante – e finora poco esplorato dalla storiografia linguistica – che proprio la corrispondenza con il maestro di Graz consente di evidenziare, insieme al progressivo sviluppo delle ricerche dovidiane nel campo della fonologia e della semantica storica. Lo stesso si può dire per i coni di luce che i documenti epistolari proiettano sui metodi e l’ampiezza delle pioneristiche indagini condotte in Italia da Schuchardt nel campo della cultura materiale e dell’etnografia linguistica.

Francesco D'Ovidio [Carteggio Francesco D'Ovidio - Hugo. Schuhcardt: introduzione, edizione, commento]

Covino S.
2022

Abstract

Il carteggio consta di 94 pezzi di corrispondenza, parte in italiano e parte in tedesco, e copre l'arco cronologico dal 1875 al 1921. Le lettere, finora inedite, presentano motivi di notevole interesse. Attraverso il canale epistolare i due studiosi si prestarono reciprocamente aiuto in alcune delle loro più importanti ricerche: in campo etimologico si possono citare, solo a titolo d’esempio, l’indagine di D’Ovidio (1898 e 1900) su talento e quelle di Schuchardt, uno dei padri dell’indirizzo Wörter und Sachen, sui fusi e sullo strumento denominato frugatoio, cui si collega la sua famosa quanto controversa ipotesi sull’origine del fr. trouver, prov. trobar, it. trovare, ecc. (cf. Covino 2021). Il confronto dialettico, che le lettere testimoniano, riguarda però anche questioni teoriche di fondo, come il rapporto tra lingue e nazioni, polemicamente dibattuto tra i due corrispondenti nel primo dopoguerra (cf. Covino 2019), o come l’ineccepibilità delle leggi fonetiche e il valore da attribuire al principio ascoliano delle reazioni etniche (cf. Covino 2020 e Covino, in stampa), tema che si collega ai rapporti che entrambi i corrispondenti intrattennero con il fondatore degli studi glottologici in Italia. Inizialmente allineato sulle posizioni di Ascoli, D’Ovidio si convertirà, anche grazie al dialogo con Schuchardt (e alla frequentazione degli scritti di W. D. Whitney), a una concezione più dinamica e meno lineare dei processi di evoluzione linguistica, giungendo ad attribuire un ruolo di primo piano al prestigio di correnti culturali, intese nel senso più ampio, e alle contaminazioni causate dai loro influssi. Si tratta di un aspetto rilevante – e finora poco esplorato dalla storiografia linguistica – che proprio la corrispondenza con il maestro di Graz consente di evidenziare, insieme al progressivo sviluppo delle ricerche dovidiane nel campo della fonologia e della semantica storica. Lo stesso si può dire per i coni di luce che i documenti epistolari proiettano sui metodi e l’ampiezza delle pioneristiche indagini condotte in Italia da Schuchardt nel campo della cultura materiale e dell’etnografia linguistica.
Francesco D'Ovidio, Hugo Schuchardt, Carteggio, Storia della linguistica.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.12071/31388
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