Crimini di guerra sono stati perpetrati in Italia fin dall’Unità con la repressione del brigantaggio e altri sono stati commessi da italiani già nelle spedizioni coloniali in Africa Orientale e in Libia. Ma è soprattutto durante il ventennio fascista che l’Italia si rende responsabile della violazione dei più elementari diritti umani nelle guerre in Etiopia, Somalia, Spagna e poi nella seconda guerra mondiale. In particolare, tra il 1940 e il 1943, insieme alla Germania, è protagonista di numerosi eccidi di civili in Jugoslavia, Grecia, Albania, ma anche in Russia e in Francia. Poi, tra il 1943 e il 1945, il nostro paese subisce stragi efferate a opera dei nazisti, sostenuti dai fascisti della Repubblica di Salò. Per questo motivo, l’Italia è al tempo stesso responsabile e vittima di crimini di guerra e non riesce a riconoscere le proprie responsabilità in Africa Orientale e nei Balcani né a perseguire i nazifascisti colpevoli delle stragi compiute sul suo territorio. Questa strategia di occultamento ha subito un parziale ripensamento dopo la fine della guerra fredda. Dal 2005 numerose sentenze hanno contribuito a rinnovare il rapporto tra storia e memoria su una delle questioni più tragiche e controverse della storia nazionale.

Crimini di guerra: storia e memoria del caso italiano

STRAMACCIONI A
2016-01-01

Abstract

Crimini di guerra sono stati perpetrati in Italia fin dall’Unità con la repressione del brigantaggio e altri sono stati commessi da italiani già nelle spedizioni coloniali in Africa Orientale e in Libia. Ma è soprattutto durante il ventennio fascista che l’Italia si rende responsabile della violazione dei più elementari diritti umani nelle guerre in Etiopia, Somalia, Spagna e poi nella seconda guerra mondiale. In particolare, tra il 1940 e il 1943, insieme alla Germania, è protagonista di numerosi eccidi di civili in Jugoslavia, Grecia, Albania, ma anche in Russia e in Francia. Poi, tra il 1943 e il 1945, il nostro paese subisce stragi efferate a opera dei nazisti, sostenuti dai fascisti della Repubblica di Salò. Per questo motivo, l’Italia è al tempo stesso responsabile e vittima di crimini di guerra e non riesce a riconoscere le proprie responsabilità in Africa Orientale e nei Balcani né a perseguire i nazifascisti colpevoli delle stragi compiute sul suo territorio. Questa strategia di occultamento ha subito un parziale ripensamento dopo la fine della guerra fredda. Dal 2005 numerose sentenze hanno contribuito a rinnovare il rapporto tra storia e memoria su una delle questioni più tragiche e controverse della storia nazionale.
2016
978-88-581-2528-1
Crimini di guerra, Fascisti, Nazisti
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