Il saggio ricostruisce la strana storia della parola “meritocrazia”, introdotta nel linguaggio politico da Michael Young nel 1958, a indicare una distopia e diventata poi un termine positivo (ma in Europa soltanto a partire dal nuovo millennio e segnatamente con la Terza via di Tony Blair, mentre negli Stati Uniti la transvalutazione iniziava già nel 1972 con un saggio di Daniel Bell). Il percorso mira ad evidenziare anche la valenza autoritaria della “meritocrazia”, ad esempio in relazione al cosiddetto “modello Singapore”.

Meritocrazia. Dalla distopia elitarista alla teodicea della diseguaglianza

Cingari S
2016-01-01

Abstract

Il saggio ricostruisce la strana storia della parola “meritocrazia”, introdotta nel linguaggio politico da Michael Young nel 1958, a indicare una distopia e diventata poi un termine positivo (ma in Europa soltanto a partire dal nuovo millennio e segnatamente con la Terza via di Tony Blair, mentre negli Stati Uniti la transvalutazione iniziava già nel 1972 con un saggio di Daniel Bell). Il percorso mira ad evidenziare anche la valenza autoritaria della “meritocrazia”, ad esempio in relazione al cosiddetto “modello Singapore”.
978-88-99811-04-4
978-88-99811-01-3
meritocrazia, neoliberalismo, postdemocrazia, autoritarismo, Singapore
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.12071/1688
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