Italiano Scritto nell'esilio di Londra, il "Parallelo" foscoliano fra Dante e Petrarca costituisce un tassello prezioso, anche se per molto tempo trascurato dagli studiosi, del Foscolo critico e contribuisce alla ricostruzione del mito identitario dantesco alla base del processo “letterario” prima che storico-politico del Risorgimento italiano. Infatti, tra le molte e variegate declinazioni del costituirsi del canone e del pantheon letterario italiano molto si deve allo snodo del Foscolo lettore e promotore del Dante esule e poeta civile, nonché padre della lingua e della patria, della nazione Italia. Un Dante che eredita molta della codificazione della tradizione fra Sette e Ottocento e, allo stesso tempo, diventa elemento di rilancio per il grande affresco del secolo dantesco per eccellenza, l’Ottocento, che va a spodestare Petrarca e che rivisita il mito delle Tre corone anche attraverso la “funzione” Boccaccio, grande collettore e mediatore delle due comparazioni fra Dante e Petrarca. Si misurano le differenze tra un Dante/Ulisse, "exul immeritus" e un Petrarca/Ulisse "peregrinus ubique" che arrivano fino alla poesia novecentesca e, in particolare, all’universo poetico e ideologico di Giuseppe Ungaretti.

Il foscoliano «Parallelo fra Dante e Petrarca»

Calitti, Floriana
2015

Abstract

Italiano Scritto nell'esilio di Londra, il "Parallelo" foscoliano fra Dante e Petrarca costituisce un tassello prezioso, anche se per molto tempo trascurato dagli studiosi, del Foscolo critico e contribuisce alla ricostruzione del mito identitario dantesco alla base del processo “letterario” prima che storico-politico del Risorgimento italiano. Infatti, tra le molte e variegate declinazioni del costituirsi del canone e del pantheon letterario italiano molto si deve allo snodo del Foscolo lettore e promotore del Dante esule e poeta civile, nonché padre della lingua e della patria, della nazione Italia. Un Dante che eredita molta della codificazione della tradizione fra Sette e Ottocento e, allo stesso tempo, diventa elemento di rilancio per il grande affresco del secolo dantesco per eccellenza, l’Ottocento, che va a spodestare Petrarca e che rivisita il mito delle Tre corone anche attraverso la “funzione” Boccaccio, grande collettore e mediatore delle due comparazioni fra Dante e Petrarca. Si misurano le differenze tra un Dante/Ulisse, "exul immeritus" e un Petrarca/Ulisse "peregrinus ubique" che arrivano fino alla poesia novecentesca e, in particolare, all’universo poetico e ideologico di Giuseppe Ungaretti.
978-88-86868-38-9
Foscolo; Dante; Petrarca; Risorgimento letterario; Boccaccio, Ungaretti
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/20.500.12071/1485
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