La narrativa gendered è sempre testimonianza della realtà, documento di ciò che accade nella realtà, e solo di rado strumento per la simulazione virtuale di nuovi scenari. Nell’essere orientata sul reale, essa cancella il meccanismo di suspension of disbelief che di fronte alla fiction rende possibile l’abbassamento della soglia critica generata dall’esperienza. Si spiega così la gran mole di piccole storie raccontate secondo un ordine naturale, di trame del quotidiano che non eccedono i limiti di una vita e spesso sono riferite a singoli eventi molto circoscritti nel tempo e nello spazio, fino al limite del life-writing, in cui le scrittrici raccontano storie personali di oppressione. L’urgenza di denunciare ciò che nella realtà è, e anzi viene nascosto o rimosso, impone una sorta di rinuncia alla rappresentazione di ciò che potrebbe essere. Il futuro di questa narrativa, allora, sembra giocarsi sulla sua capacità di recuperare quei meccanismi del racconto che ne fanno uno strumento utile a livello sociale in termini di “simulazione virtuale dell’esperienza”. Le storie gendered potrebbero diventare banco di prova delle politiche sociali, economiche e culturali (behavioural sciences), e favorire processi di accettazione di nuovi ruoli e nuovi punti di vista sui sessi.

Gender in Italy. Processi di canonizzazione della narrativa femminile

MARINO T
2014

Abstract

La narrativa gendered è sempre testimonianza della realtà, documento di ciò che accade nella realtà, e solo di rado strumento per la simulazione virtuale di nuovi scenari. Nell’essere orientata sul reale, essa cancella il meccanismo di suspension of disbelief che di fronte alla fiction rende possibile l’abbassamento della soglia critica generata dall’esperienza. Si spiega così la gran mole di piccole storie raccontate secondo un ordine naturale, di trame del quotidiano che non eccedono i limiti di una vita e spesso sono riferite a singoli eventi molto circoscritti nel tempo e nello spazio, fino al limite del life-writing, in cui le scrittrici raccontano storie personali di oppressione. L’urgenza di denunciare ciò che nella realtà è, e anzi viene nascosto o rimosso, impone una sorta di rinuncia alla rappresentazione di ciò che potrebbe essere. Il futuro di questa narrativa, allora, sembra giocarsi sulla sua capacità di recuperare quei meccanismi del racconto che ne fanno uno strumento utile a livello sociale in termini di “simulazione virtuale dell’esperienza”. Le storie gendered potrebbero diventare banco di prova delle politiche sociali, economiche e culturali (behavioural sciences), e favorire processi di accettazione di nuovi ruoli e nuovi punti di vista sui sessi.
978-88-548-7316-2
gender; letteratura; femminismo
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.12071/10780
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